domenica, 21 giugno 2009

METTI CHE MI INNAMORO. DI NUOVO. LA TERZA VOLTA. CHE SUCCEDE?
venerdì, 12 giugno 2009

Il corpo non è altro che un grumo di pensieri.
lunedì, 25 maggio 2009

E - pistole # 4

Salve,

le scrivo per farle sapere che la lunga marcia verso il dimenticatoio è iniziata.

Abbiamo lavorato sul dubbio e l' indiffernza,

saggiando i mari scuri della confusione e della tristezza.

La delusione è un' arma che serba grandi sorprese.

La delusione produce grandi risultati.

Infin s'è capito che lei ci ha deluso, molto, troppo.

Dove sono rimasti tutti i tuoi intenti, le grandi imprese, la voglia di scoprire? Dove hai ancorato la speranza di riuscire, salvarti, cambiare? Che schifo, sono le uniche parole. Non sento nemmeno più il bisogno di dirtelo, l'ho cementato dentro, una gassa d'amate che non lascia spazio più a niente. Ha stritolato tutto, hai disintegrato il poco che ci piteva servire. Hai trovato l'amore? Hai trovato la terra promessa? Ti sei solamente arenato nella tua paura e fragilità, dando forse, e qui ipotizzo, la colpa a dei sentimenti che non sai nemmeno di provare. Poverina, forse rimarrà incinta etu diverrai come tuo padre, isterico e sterile, rabbioso e inutile nella tua pingue vita. Arriverai a darle un ceffone prima o poi, e non sarà l' ultimo.

Le inoltriamo il risutlato di lunghi mesi di ricerca:

lei è stato spodestato dal piedistallo dove ingenuamente era stato amorevolmente posto.

Lei ha perso. lei è caduto.

Cordiali saluti

mercoledì, 04 marzo 2009

E - pistole # 3

Mesi che si rincorrono e

finalmente in un crepuscolo

nell'attesa di star con lei ed arreggerle la mano

ti ho scritto

trasuda amore tutto

tu l'hai capito

con poca cura hai lasciato in sospeso ricordando solo il male

peccato

lamentarsi piangere piangere lamentarsi

trasuda amore ancora la nuova rispsta

sono momenti di grazia che non passano o che corrono troppo veloci

pinguini che scivolano e sciroppo di rosa

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...e poi muore qualcuno e tu senti un vuoto enorme e scrivi....

Ad Alberto Fiorella Giulia e tutte le persone che amavano Giuliano,

quindici giorni fa ho salutato Giuliano al Circolo, soffocandolo di richieste stupide di suvenir dal suo imminente viaggio. Ero pronta a tornare oggi per farmi raccontare tutto, vedere le foto e discutere di mille argomenti come sempre. Sono tornata caro maestro, ma a salutarti per l’ultima volta. Non ho avuto il tempo di conoscerti affondo, ma parlando con te ho capito che la tenacia di apprendere e scoprire non si deve perdere mai. I progetti, gli scritti, le tue letture, il tuo mondo che hai aperto a me a Sericciolo. Dalle grandi alle piccole cose, la voglia di prendersi cura di ognuna di loro. Porterò nel cuore per sempre come mi spiegavi ciò che vedevamo, la magia di San Fruttuoso, i castelli della Lunigiana, i piccoli segreti dei monasteri e le insidie delle lame nere.

Nel tuo ruolo pubblico, nella tua vita privata, nel lavoro e nello svago fino ad un anno fa io non ti conoscevo, ma volerti salutare oggi è anche per rispetto a tutte le persone che hanno trascorso la loro vita con te, per far sapere a chi è rimasto e ti ha vissuto che è stato un onore apprendere tanto e starti ad ascoltare e che è difficile trovare uomini o donne che in breve tempo lasciano affetto e cura come nessun altro nelle persone che incontrano sul loro cammino.

DELLA FORTUNA

SIA CONTRARIA O DESTRA

SE BRAMI ESSER SIGNORE

RENDI SOGGETTI

ALLA RAGION MAESTRA

IRA INTERESSE AMORE

Giovanni Fantoni

mercoledì, 28 gennaio 2009

E - pistole #2

La notte galleggio nell' odore dell'eucalipto,
vedo i suoi riflessi rossi
e mi si annoda lo sterno.
Cambio le ore, giro i minuti, capovolgo i secondi.
S'annoda ancora lo stomaco.
Tra un cuscino e l'altro sento ancora
il profumo dell'oceano.
Maledetto.
Io vorrei levarmi dalle vene
questo sangue amaro che scorre
dare altro e non marcire.

Io non so più cosa fare.

Tutto è a soqquadro.
Disegni neri, nuovi profili,
le luci viola che non si schiudono mai.

Sento che non è la presenza che manca,
ma è la sconfitta che lacera.

Io non so più cosa fare.
martedì, 20 gennaio 2009

E - pistole #1

Stai aspettando di crescere, non hai forze e io ormai meno di te. Ti lascio fare, ormai non riesco più a gurdare le cose da un altro punto di vista. Finisci di fare i tuoii comodi, poi non tornerai, ma se dovesse capitare, si vedrà. Io giuggiolo, vivo con le mie scimmie urlatrici sulle liane di casa e provo a costruire cose che tu non hai mai capito.

..e poi se una sera io mi giro e ti vedo e te mi saluto ed io non sento niente..forse.

giovedì, 15 gennaio 2009

persa

Utente: BarakaMe
Cioccolato e peperoncino, altruista, ciabattona, borderline, bastonata. Salto di palo in frasca. Frescheggio. Ciliege.Tabagista convinta. Annusatrice incallita.
new mail: m.celeste.p@hotmail.it

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Vivere e' stare svegli e concedersi agli altri, dare di sé sempre il meglio e non essere scaltri. Vivere e' amare la vita coi suoi funerali e i suoi balli, trovare favole e miti nelle vicende più squallide. Vivere e' attendere il sole nei giorni di nera tempesta, schivare le gonfie parole vestite con frange di festa. Vivere e' scegliere le umili melodie senza strepiti e spari, scendere verso l'autunno e non stancarsi d'amare.

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