mmmmmmmmaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
Cèèèèèèèèèèèèè
un sole
che fa maleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee.................
l' ossigenazione del cervello tra bugnati e calessi al trotto
porta ad insensati affanni e spregevoli sorrisi.
Santa Crux che si illumina di flesh anche se si potrebbe farne a meno.
Si consumano 'sti marciapiedi ma non lascerei mai questo solco che ripeto tuttigiornichediometteinterra.
Salvami o diva, ritorno alle pubbliche relazioni, rientro nell' antro del leone (dai denti marci, oramai!)
FIAT LUX, MA ANCHE NO, PLEASE UN MARTINI. (per digerire)
TREDICI
Per una carità raggiunta,
riprendo i miei cavilli logorroici
e ripeto le solite insignificanti nenie.
Scosse roccambolesche a piccole dosi
imbrattano le giornate.
O forse solo pochi attimi che non servono a niente.
Perduta luce libiamo calici di acidi gastrici,
siamo le nostre prolisse scuse
e ci prendiamo a sputi pur di sentirci.
Tremebonda ho inteso,
si è aperto il libro alla pagina tredici,
e tredici sono le frustate sul cuore.
(settembre 2005)
ARNO
Camminanti sulle sponde,
il rumore della pescaia in sottofondo,
gabbiani macilenti che affiorano da paludose
isolette,
accompagnano il vagare.
Quella spalletta in pietra bigia,
deposito di speranze e baci timidi,
osserva il cruccio sul mio volto
Nessun controllo, nessuno più.
Niente oltre il capire
che siamo cresciuti.
Hai visto anche tu quei grassi pesci baffuti
Rincorrere rami melmosi
Anche tu seduto accanto a me
Ti sei riconosciuto nell’ avanzare insieme alla piena.
Corse in bici riaffiorano in questa nebbia
e l’ amico che ti parla di una lei confusa
ti incita a scrivere, ancora.
Ma non lo sa.
Camminanti sulle sponde,
il solito tragitto verso la giornata umida
dentro una scatola di fogli e deliri.
Lascio ancora al caso l’ incontro,
ma riaffiora l’ orgasmo avuto su le note
di un urlante rocker incazzato.
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ALOE VERA
Di poteri avuti,
il tirar la corda .
E strappa e strappa e strappa.
Lascia andare il sogno
e recupera il senno,
trova la rima forzata
ed insieme alla camicia dell’ insano
ripeti quelle preghiere che ti proteggono.
Nell’ incoscienza del dolore perfetto,
Promettiti di esser bastardo,
e non di razza o patria,
Bastardo del sentimento.
Definire niente e metti in dubbio
Tutti,
Tutti marci, tutti buon,i tutti come te .
Nessun torto si scioglie nel latte la mattina,
un aspirina di buoni propositi presa a stomaco pieno.
Mordi ancora.
.......e rincorro la notte che puzza di rum
mi baci di nascosto
ma io me ne accorgo
lascia la scia inconfondibile
il tuo odore di tempere ad olio
e soffitti a cassettone
legna da ardere che ammuffisce
io raccolgo ancora i brandelli
e m' assopisco................
...e stasera potrei prendere l' autostrada, se fossi incosciente come mi piacerebbe. Non lo farò, solo per il semplice fatto che dall' altra parte del casello,come ormai da mesi, non ci sarà nessuno ad aspettarmi. Potrei srvolare su questo piccolo dettaglio, ed "orgogliona" quale sono, presentarmi senza attesa, creare scompoglio e ricevere una porta in faccia. DIVERTENTE. Non lo farò, ho poca benzina [bugiarda], ho i capelli che mi stanno uno schifo [bugiarda], sono stanca [bugiarda], non voglio vedere quella gente là...[bugiarda]....
...serata di bevuta tranquilla.....la mia fidanzata mi aspetta.....giro veloce in centro, soliti musi, i solito cosmopolitan, qualche sguardo fugace su proprietà private e poi a letto....freddo ...molto freddo....
[in questo momento inoltre stò messaggiando con l'uomo più stimolante che io abbia conosciuto nell' utimo periodo, peccato che viva IN CULO AI LUPI!!!!!!]
Sono passata davanti alla vetrina, sono entrata, ho salutato, ho chiaccherato, scherzato, fatto la splendida, la colta, la full humor,sbirciato i maglioni a saldo, ho osservato gesti, smorfie, ascoltato parole e silenzi. Ho di nuovo salutato, sono uscita, ho acceso una cammella, " torno domani...",mi sono avviata a studiare.
Sono tre ore che ho un malditesta da pestaggio, continuo e silenzioso. La chitarra sottolinea il solito accordo e io vorrei bruciare la biblioteca.
Ho la febbre, ma l' eroina da via Danti tornerà a studiare, ammucchierò tutti i fogli, piegherò la sciarpa e mi addormeterò sul tavolo, sommersa di polvere e ragnatele.
Voglio andare in un posto nuovo e perdermi. Non avere punti di riferimento. Voglio aprire gli occhi e non riconoscere più nessuno, odori e suoni diversi da rimanerci intontiti. Voglio un bracciale di strass e nuove canzoni. Perdere tutto e non preoccuparmene. Voglio somatizzare "ieri" e non contare sul "domani". Voglio essere banale, talmente tanto da far vomitare. Mi sento talmente poco donna che non riesco più a guardarmi allo specchio. E se lo faccio non mi vedo, vedo riflessi quelli in cui ho voluto credere fino a star male. Specchi inutili, io non vi piaccio. e non lo capisco. ne faccio un dramma ma dovrei esservene grata....ripiego sul libro. Consolazione?? no, illusioni profumate.
Un serafino davanti alla porta dell' inferno.