venerdì, 24 febbraio 2006

Sai che ho di te un' ultima immagine mentre sorseggi un thè.

Immagine riflessa da uno specchio, appeso sopra al bancone dove eri appoggiato.

Io di spalle col mio cappotto verde e la frangia asimmetrica fermata da una forcina nera.

Un immagine di freddo che si mescola a pantaloni corti e maglietta di Jamiro, ciabatte di corda e galline che scorrazzano in cortile.

Io provo a smettere di ricordare, ma quando riesco di nuovo ad avere una parvenza di equilibrio, ripiombo, causa messaggino in buona fede, in uno stato catartico da ricovero Cottolengo.

Ma come sarebbe facile non esser dimenticata, come sarebbe facile riappropriarsi di questi mesi di silenzio con un semplice incontro.

La quotidianità nostra così diversa, ma pregna delle stesse problematiche, alla fine.

Io la tesi, tu la tesi.

Io la famiglia pesante, tu la famiglia pesante.

Io un presente stretto, tu un presente stretto.

La voglia di prendere quella maledetta barca a vela, sciogliere il nodo e andar via.

Ma ci sono altre corde. Troppe.

La consapevolezza di non piacerti più, di non mancarti, di non esser pensata, di non esser cercata, fa più male di uno schiaffo.

Davvero.

E la voglia di rincorrerti per prendere un' altra porta in faccia si fa sempre più forte.

Fallace il mio senso di strega, che non ti ha trovato ieri sera. Eppure eri lì e ci sarei potuta essere anch'io.

Maledetto destino che viene corrotto dal nostro razionalismo.

...........Edoardo ho voglia di fare l' amore, da morire....solo ora avrei il coraggio di dirtelo negli occhi, lo farei con le luci accese, altro che candele, in camera ci porterei il sole per vedere i rifelessi caramello dei tuoi riccioli, non mi vergognerei delle mie cicatrici e affondere in quel letto rotto...............

...davanti al nostro mare tornerei....a rubare quell' odore, quell' alba e quella folle corsa verso casa tua........................

....in questo diluvio

penso a te

il vento che cambiava la stagione

tu mi mangiavi con avidità

e trovare sempre una ragione

per spaccare tutto a metà.......................

giovedì, 23 febbraio 2006

 

12 ore di sonno

Un brufolo presentatosi ieri sera, sparito

Previsione di seduta dall' osteopata

Studiare con Sergino

Di nuovo a letto presto

Non riesco veramente a capire che sensazione mi procuri esser conscia che oggi non ho comunque il controllo di quello che farò.

Sopra un canovaccio di base, ma potrei montare sul 23 e fare da capolinea a capolinea 7 volte, traducendo 100 pagine di un articolo in francese.

Oppure mettermi ad ascoltare tutti i cd NOVITA' da Ricordi, producendo un senso di impotenza ed incazzatura nel commesso con gli occhi azzurri.

Andare a Novoli e chiaccchierare con tutti, scommettendo 2 brioche che in biblio fino a mezzogiorno non metto piede.

Andare a prendere il cappuccio da Alfo, girarmi, urtare un borsone in terra, e conoscere l' uomo della mia vita, per i prossimi sei mesi..poi si vedrà.

Rasarmi la testa, tatuarmi MAMMA TI VOGLIO BENE, sulla chiappa destra (quella che mi sembra un pò più soda), e cantare all' angolo di Via de' Tavolini e via Calzaioli, con un cane col piattino e un chitarrista cieco.

Potrei prendere un treno ed andare in darsena a vedere le barche a vela, lì piangerei, son sicura.

Ed allora, per non piangere, andiamo a studiare, a relazionarsi con il mondo utopica della facoltà di Lettere, andiamo a prendere l' umido e a cercare libri rubati, fumiamoci una sigaretta e annussiamo una canna.

Aspettiamo che arrivi sera.

 

mercoledì, 22 febbraio 2006

A chi mi ha dato il sangue la testa il sapore e il battito

A chi ho preso tutto e ho regalato merda

A chi non ci crede

A chi non mi crede

A chi prenderei l' anima e arresterei il respiro

A chi lascia tutto in sospeso

A chi mi ha insegnato ad essere fuoco e ghiaccio

A chi si sta, a poco a poco, regalandosi

A chi mi ruba un sorriso

A chi non piange mai

A chi, come me, è uno scontento cronico

A chi manca dentro e ha tutto fuori

IO CI SARO' SEMPRE.

martedì, 21 febbraio 2006

....FINISCE A MORSI COSI' L' AMORE

                  PIETRA IN POLVERE.................

A me con un tempo di merda così non riesce scrivere.

Che ho da raccontare di serate su divani neri con cuscini d' India caldissimi a vedere film,

noi così diverse, ma alla fine per fili invisibili vicine.

E quelle sere che non senti il tempo, che se alla fine devi venir via che va bene così.

Ne più, ne meno.

Di telefonate terrorizzate, trasformate in mezz'ore di risate, battute e respiri di sollievo.

Di nuove vite, di nouve manovre di sopravvivenza, di piccoli compromessi con la coscienza.

Di mosse strane e famiglia che muta, di solite promesse mangiate e appuntamenti saltati.

Di isole felici in arrivo e momenti di grazia da ritagliare.

............e la musica mi accarezza, viene qui su di me, ed è inutile ma quella sciocca sensazione che oggi andrà tutto bene.....arriva.

Utente: BarakaMe
Cioccolato e peperoncino, altruista, ciabattona, borderline, bastonata. Salto di palo in frasca. Frescheggio. Ciliege.Tabagista convinta. Annusatrice incallita.
new mail: m.celeste.p@hotmail.it

utente anonimo in LA TEORIA DELL' OPOS...
Piratadellamor in Nella piazza dell' i...
BarakaMe in Un giorno disumano.
utente anonimo in Un giorno disumano.
bocboy in Stasera mi è ...

oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
marzo 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---
--- 2004 ---

+++RAGADIPOLIPALI PRODUCTION+++
A colpo d'occhio
A testa in giu'
ACHILLE
BussiSotto
Calzino spaiato (com i miei!!)
CLAUDIO
CorvoTorvo
CosmoBluesHotel
Diassa
DIFO
EalloraCheSia
Edoardo84
Gigio
I BAMBINI DI EDDY
IlBlogDelSimone
kaktussia
L' artista Arnaldo
La vendicativa
LaGattaPaolo
LineaD'Ombra
LoStudente
Meglio a TRANCI che INTERO
Panda4x4
Phabia-foto
Piccoli Principi
Stravedere
SUBLIMINALPOP
Taniele
Totopio
VIVA FIRENZE
ZOE

Vivere e' stare svegli e concedersi agli altri, dare di sé sempre il meglio e non essere scaltri. Vivere e' amare la vita coi suoi funerali e i suoi balli, trovare favole e miti nelle vicende più squallide. Vivere e' attendere il sole nei giorni di nera tempesta, schivare le gonfie parole vestite con frange di festa. Vivere e' scegliere le umili melodie senza strepiti e spari, scendere verso l'autunno e non stancarsi d'amare.

*loading*