Vado a braccetto con Celeste. Questa tipa si districa niente male, ultimamente. Cade nel suo intrinseco vittimismo, a volte, ma tra un tramezzino e l'altro (philadelphia e cetriolini, se non tartara), un addivanamento e qualche telefonata di troppo, rialza la testa, si scuote e riparte. fa fatica a star dietro a questo caos indipendentista che la circonda, rincorre e viene rincorsa, cerca di soddisfarsi da sola.
UNA SERATA CHE NON SI RIZZA, O SARà UNA BORGIA O SARà UN SALASSO.
BACIAMO LE MANI
Amiche mie,
mi mancate.
Nel caos di tutti giorni, tra il lavoro che non ti lascia mai, gli orari che si dilatano e l' impossibilità di tirare il fiato tra un oneri, doveri e piaceri, la sensazione quasi fisica della vostra presenza accanto a me mi stupisce sempre.
Amiche mie,
come state?
Conoscendovi, sarete alle prese tra studio e lavoro, amori e passioni, ed anche voi, nelle notti insonni vi scervellerete per trovare la formula del dono dell' ubiquità. Vi svelerò un segreto: bisogna 'fassi i' culo' senza tanti sotterfugi, mi sa!!
Progetti in fieri?? Sogni da far avverare ad ogni costo?? Come procede la corsa versa l' età adulta??
sono a scrivervi questa mail per continuare a sottileneare il fatto che quell' incontro fissato in quel tale luogo, quel tal giorno al quella tal'ora arriverà sicuramente, non importa TRA quanto, ma ci sarà, senza ombra di dubbio.
Amiche care,
vi scrivo anche per ringraziarvi, perchè è anche merito vostro se la mia pazzesca vita ha preso questa piega, se sono finalmente riuscita ad andare a vivere da sola, se ho raggiunto un minimo di indipendenza mentale e fisica, se mi sono innamorata follemente del teatro (DAVANTI E DIETRO). Le poche ore del giorno e della notte non mi bastano mai, devo scrivere anche la tesi del master e nel frattempo rincorro chimere labroniche e faccio tesoro di fugaci "incontri teatranti", quando è in quel di Firenze.
Ma la vita scoppia da tutte le parti e mi stupisco di tutto come se avessi cinque anni.
In certi momenti non riesco ad essere arrabbiata o triste, demotivata o rasseganta. L' adrenalina mi tiene su come la droga d'estate o l' alcool il venerdì sera, 'reggo botta' e ripensare alle nostre, di media, 3 ore di sonno a notte mi aiuta a convincermi che posso anocora far di meglio e non posso lamentarmi. Sono fortunata, non lo dico per falsa modestia o banale retorica del quotidiano, io sono fortunata perchè posso permettermi il lusso di poter dire la mia, di ridere e vivere ogni giorno cercando di dare il massimo, di rimanere sul ciglio del precipizio, potendo ancora calcolare i pro ed i contro di spiccare il famigerato 'salto nel vuoto'. Ancora posso farlo. Sono fortunata. Nessuna rete, od almeno nessuna troppo fitta, mi ha ancora catturato, e, piccolo post-it nel cervello spassionato, un pensiero che rimane è credere di potersi sciogliere in ogni momento da ogni obbligo, nella piena consapevolezza di poter ricominciare, e meglio.
Care amiche,
vi ricordo ( e son passati mesi, ma io insisto...) le foto che non ho ancora visto e che muoio dalla voglia di avere, vi pago anche, e banalmente vi ricordo anche che vi voglio un gran bene, un bene vero, fatto non di presenza, ma di sostanza (e tanta, ora ho passato i sessantachili, porcamaiala!!)
Statemi bene
la vostra collega 'principessa sul pisello'
TRACOLLO
corsi e ricorsi della storia
ma quest'anno ci sà anche gli effetti speciali, du puppe che scoppiano e svenimenti su request!
APPLAUSI APPLAUSI
E per rimanere nel tema della settiman, che a dir si voglia e L'AMORE ED ALTRE FORME DI ODIO, come si può ben dedurre dall' immagine del post precedente e dal mix con la poesia del buon Benni sotto, credo che la donna di per sè sia votata a farsi del male, che non siano glia altri o ciò che la circonda a procurarle della soffernza (sia psichica o fisica..tipo quando tiri le craniate all' angolo della finestra del bagno ndr.), ma lei le corra incontro con lunghe falcate e le braccia ben aperte, quasi con una rete invisibile per agguantare il possibile. Insomma, ho anche da scrivere una tesi, io, LA SECONDA, IO. Non mi piace un cazzo, ma vedrai...la mi tocca. Mi scoppiano le puppe, ribadisco. CLIC. Ho voglia di Martini, maremma maila. Ecco, io in questo momento, sot anche correndo incontro all' alcolismo, lo testimoniano i miei foruncoli con la residenza e le mie vene, il fegato che non duole ma tamburella e le occhiaie. Io comunque CORRO, corro incessantemente. Anche la notte. GALOPPO. Una tragedia, vestiti ovunque, mozziconi di sigarette e bottiglie da mezzo litro messe come birilli da buttar giù...mi guardano sconsolate.
Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempirà l'universo
Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l'incanto
di un solo tuo sguardo
Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sarà ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni
Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d'estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo
Ho deciso di lasciare a parole altrui un barlume di decenza sull' espposizione del miscuglio che ribolle dentro alla sottoscritta. Se dovessi provare a scriver qualcosa...ecco, credo che l'unica parola con un certo rapporto paritario alla mia idea di vita in questo momento sia......CAOS.
C'è nel contatto umano un limite fatale,
non lo varca nè amore nè passione,
pur se in muto spavento si fondono le labbra
e il cuore si dilacera d'amore.
Perfino l'amicizia vi è impotente,
e anni d'alta, fiammeggiante gioia,
quando libera è l'anima ed estranea
allo struggersi lento del piacere.
Chi cerca di raggiungerlo è folle,
se lo tocca soffre una sorda pena...
ora hai compreso perchè il mio cuore
non batte sotto la tua mano
ANNA ACHMATOVA Odessa1889 - Mosca 1966
Aspettami ed io tornerò,
ma aspettami con tutte le tue forze.
Aspettami quando le gialle piogge
ti ispirano tristezza,
aspettami quando infuria la tormenta,
aspettami quando c'è caldo,
quando più non si aspettano gli altri,
obliando tutto ciò che accadde ieri.
Aspettami quando da luoghi lontani
non giungeranno mie lettere,
aspettami quando ne avranno abbastanza
tutti quelli che aspettano con te.
Aspettami ed io tornerò,
non augurare del bene
a tutti coloro che sanno a memoria
che è tempo di dimenticare.
Credano pure mio figlio e mia madre
che io non sono più,
gli amici si stanchino di aspettare
e, stretti intorno al fuoco,
bevano vino amaro
in memoria dell'anima mia...
Aspettami. E non t'affrettare
a bere insieme con loro.
Aspettami ed io tornerò
ad onta di tutte le morti.
E colui che ormai non mi aspettava,
dica che ho avuto fortuna.
Chi non aspettò non può capire
come tu mi abbia salvato
in mezzo al fuoco
con la tua attesa.
Solo noi due conosceremo
come io sia sopravvissuto:
tu hai saputo aspettare semplicemente
come nessun altro.
(Konstantin M. Simonov)
Corrono i giorni, le ore i minuti...corrono i cimbri, le viole e i saluti. Snaturato ogni pensiero, lisciato il capello, rotto cocci, aspettando l'odore forte di quella strana sensazione...non ci credo più alle favole, agli amori infiniti, alle gioie piccole della vita. Graffi saturi di veleno, sospiri rubati, quelle lenzuola viola che non si ripiegano mai. Tornano gli echi lontani delle spaghettate delle 5 del mattino nella foresteria di un castello marino, di canzoni cantate a metà e letture di poeti lontani. Torna l' amica pazza che ti ha fatto compagnia in una stanza troppo grande per te sola, ti parla dei suoi viaggi e dell' amore tu l' ascolti sorridi e ripensi ai tuoi scoglia appuntiti. Chiudi gli occhi e passano barche a vela al tramonto. Nelle narici arriva l' odore dei saraghi appena pescati in una notte di stelle sulla Baia Fiorita. Te sei fatta di tutto questo e la pelle nei momenti più tristi lo suda per farti sentire l' odore del mare.
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