....Mi sento battere il cuore in cima al giardino di ghiaccio....
E son passati giorni lunghi un poco e poi tanto, son passati momenti che non credi, nuove idee, nuovi anni, nuovi volti. Un porto di mare che diventa una famiglia che ti adotta, quegli affetti che si fa vivi nei momenti di sangue, di nuvo abbracci che sciolgon e d'amore di pasciono. L' isola felice che si ripopola di risa e sospiri, propositi in fieri e canzoni nell' aria. Nuovo lavoro, nuova pace, nuovi nomi. Detro è accendere una luce flebile, come una candela piccola piccola che regge tremula ma caparbia. Non si dorme, o si dorme ma si parla ci si struscia e si rotola. Una cena, una partita, un pranzo camminando di corsa per il centro che sembra maggio e aspetti il mare. Celeste, un colore insolito, una camminata difficile, una sobrietà irraggiungibile. Sorridere, ridere, aprirsi continuamente, cercare di legare mani e piedi. E come sgusciare e fuggire e riprendersi, cadere, resirare alzarsi e riprendere la corsa. Accanto, stranamente accanto.
Perchè poi l' amore arriva....
...No, non temere, tu non sarai preda dei venti.....
clic.
Aspetto seduta nel letto che arrivino le sei. Aspetto quel momento per poter iniziare ad avere un minima scarica di adrenalina che mi spinga ad alzarmi prepararmi ed avviarmi a lavoro. Ho cambiato lavoro. Sono tornata a fare la cameriera. Di nuovo. Sono tornata indietro. Non lo so nemmeno io perchè. Tristezza latente. Io no vorrei essere qui in questa, pure, camera nuova da finire di arredare, una casa nuova, gente nuova, tutto nuovo. IO CONTINUO AD ESSERE PENSIEROSAMENTE ABITUDINARIA PER IL MIO EGO. Lui non sta cambiando, non si pone positivo al cambiemento lo subisce. Si fa svogliatamente inculare dal tempo che passa. Non prende decisione. Sta li e subisce. Gran bella tattica.
Vorrei essere a prendere i dolcetti al pistacchio nella medina bianca del vecchio guercio.
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