mercoledì, 26 novembre 2008

C'è qualcosa che non funziona.
giovedì, 20 novembre 2008

LA TAVOLA IMBANDITA.

Chitarrine ai broccoli e baccalà. Lampredotto in inzimino e insalata tiepida di coppa e lingua con verdurine lesse. Kayenna. Marroune glassè di Gilli. Fagioli, rosmarino e pancetta dolce affumicata. Biscotti digestivi al cioccolato fondente. Momoiama. Una pizza. Gli hamburger del Saschall alle una di notte. Una tennet's. L' Estathè. Il miele di marroni e caffè. Vino novello. Il castagnaccio fatto dal babbo. Un aulin. Zuppa di riso, cavolo nero e cipolle fresche. La tagliata di Gilda e i suoi taglierini all'oca. Un ananas. I piatti di Lucia. I tortelli mugellani. La pasta con gli schampign a casa di Cinzi. Il salame al cioccolato. La pasta al burro col cacio gratato sopra. Gli spahetti con le vongole di Gigi.

Questo è amore.

martedì, 11 novembre 2008

comunicati stampa del cavolo

Sette novembre, sette sempre e sempre vien di sette qualcosa che non si capisce se non nelle ore piccole della notte. hanno potato l' ibiscus, hanno scrostato i muri, tolto finestre e divelto grondaie. io sono quella casa, malconcia e di nuovo in fieri. Svuotata dentro, tanto molto infinitamente persa lontano, rigurgito e falsi sorrisi. Discorsi a metà. la rabbia, una rabbia sorda che sale sale sale e si sposta dallo stomaco, ai polmoni all'esofago alla gola. La gola si chiude e non respiro più. mi guardo e ammutolisco perchè mi rendo conto che ho definitivamente perso un pezzo di me. Definitivamente. Malconcia scrostata ed infieri. Occhi azzurri che mi guardano di sottecchi, studiano e io non lascio niente nascosto, umori sapori e cattivo pensiero. Ho perso un pezzo. Non era necessario forse, non credevo che però me ne sarei resa conto. Crescendo l' egoismo si fa più forte e come dice Lucia l' istinto di sopravvienza affina la cattiveria erende furbo. Bisogna saper capire quando è il momento di abbandonare per non affogare. ahahah. Proprio affogare. E invece corro corro corro, culo sodo, piatti, birre e cenci da lavare, sigarette, Amaro del Capo e baci con la lingua rubati dietro un forno. Pizza al gorgonzola e barzelle sconcie, i dolori altrui, gli affitti altrui l'amore altrui. E poi la vita diurna: quante menzogne, quanta falsità anche lavorare con questi assiomi diventa pesante e sfuggevole. non torna la voglia e si pensa ad altro. Non è il resto, ma sono io che forse poco mi adeguo. Io non voglio svendere più niente. Troppa fatica per tirar su questo muro con vetri di bottiglia.

Salvezza e ristrutturazione retold.

Utente: BarakaMe
Cioccolato e peperoncino, altruista, ciabattona, borderline, bastonata. Salto di palo in frasca. Frescheggio. Ciliege.Tabagista convinta. Annusatrice incallita.
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Vivere e' stare svegli e concedersi agli altri, dare di sé sempre il meglio e non essere scaltri. Vivere e' amare la vita coi suoi funerali e i suoi balli, trovare favole e miti nelle vicende più squallide. Vivere e' attendere il sole nei giorni di nera tempesta, schivare le gonfie parole vestite con frange di festa. Vivere e' scegliere le umili melodie senza strepiti e spari, scendere verso l'autunno e non stancarsi d'amare.

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