La notte galleggio nell' odore dell'eucalipto,
vedo i suoi riflessi rossi
e mi si annoda lo sterno.
Cambio le ore, giro i minuti, capovolgo i secondi.
S'annoda ancora lo stomaco.
Tra un cuscino e l'altro sento ancora
il profumo dell'oceano.
Maledetto.
Io vorrei levarmi dalle vene
questo sangue amaro che scorre
dare altro e non marcire.
Io non so più cosa fare.
Tutto è a soqquadro.
Disegni neri, nuovi profili,
le luci viola che non si schiudono mai.
Sento che non è la presenza che manca,
ma è la sconfitta che lacera.
Io non so più cosa fare.