martedì, 13 ottobre 2009

E - pistole # 6

A Charles.

Sei tornato con una visione tua del tutto. Di un tutto che è stato pure mio.
Hai annusato gli odori delle concerie e sei passato da quei sassi messi lì da berberi cotti dal sole.

Io continuo a volere. A volere non so nemmeno io cosa. Come si fa ad aspettare la neve se poi lei ti coglie impreparato?

Deve essere l'attesa.
Io non rientro più nel tuo labirinto, magari avrei preferito aspettare dietro ad una siepe di bosso e non esser mai raggiunta, ma avrei scelto io se farmi trovare o no.

Tu hai chiuso il giardino segreto. Stai facendo crescere l' edera che soffoca. Gli acquitrini non hanno più i fiori di loto. La ghiaia non luccica più al sole.

Arriva l' autunno e poi sarà inverno.

Mi hai detto che non vorrai esserci per la stagione del camino acceso, sarai forse tra le nebbie del caos senza tempo e senza luogo (maggio 2005 ndr).

Non più protagonista già da tempo.

Ed io aspetto la neve, ingessata e con la voglia di spaccare tutti i bicchieri sotto mano, il pizzicore agli occhi, le ani unte, i capelli unti, le occhie nere, i denti gialli e i chili che si sciolgono ed iniziano a lasciare i segni sulla pelle. Pacchetti di sigare ingiati, caffè spalmati sui nervi, banchetti di sorrisi ebeti.

Voler finire e ricominciare. Voler finire e ricominciare. Come un castigo, come una punizione.

E sentirsi comunque superiore come un gabbiano che non scende  mai a terra, che non perde un attimo...che sale, vira stramba pesca scarta e annaspa.....

e risale.

Clic.
mercoledì, 28 gennaio 2009

E - pistole #2

La notte galleggio nell' odore dell'eucalipto,
vedo i suoi riflessi rossi
e mi si annoda lo sterno.
Cambio le ore, giro i minuti, capovolgo i secondi.
S'annoda ancora lo stomaco.
Tra un cuscino e l'altro sento ancora
il profumo dell'oceano.
Maledetto.
Io vorrei levarmi dalle vene
questo sangue amaro che scorre
dare altro e non marcire.

Io non so più cosa fare.

Tutto è a soqquadro.
Disegni neri, nuovi profili,
le luci viola che non si schiudono mai.

Sento che non è la presenza che manca,
ma è la sconfitta che lacera.

Io non so più cosa fare.
lunedì, 06 ottobre 2008

Aspetto seduta nel letto che arrivino le sei. Aspetto quel momento per poter iniziare ad avere un minima scarica di adrenalina che mi spinga ad alzarmi prepararmi ed avviarmi a lavoro. Ho cambiato lavoro. Sono tornata a fare la cameriera. Di nuovo. Sono tornata indietro. Non lo so nemmeno io perchè. Tristezza latente. Io no vorrei essere qui in questa, pure, camera nuova da finire di arredare, una casa nuova, gente nuova, tutto nuovo. IO CONTINUO AD ESSERE PENSIEROSAMENTE ABITUDINARIA PER IL MIO EGO. Lui non sta cambiando, non si pone positivo al cambiemento lo subisce. Si fa svogliatamente inculare dal tempo che passa. Non prende decisione. Sta li e subisce. Gran bella tattica.

Vorrei essere a prendere i dolcetti al pistacchio nella medina bianca del vecchio guercio.

clic 

martedì, 22 gennaio 2008

Mare dentro.

Che bella settimana di merda che mi si prospetta. A far due conti che si spera di poter raccimolare un pò di pace nascosta tra i battiscopa di casa e gli angoli polverosi sotto il letto. Previsione di una cena che manco so quanti saremo, io comunque cucino, apro la mia bella boccia di bianco (secco, forse un prosecchino di Valdobbiadene, per cominciare) e metto Tom Waits, lascio che tutto scorra e smetto di...ma non raccontiamoci cazzate, ci penso di continuo e mi sembra di sentire lo iodio che mi si appicciaca addosso, ancora...

lunedì, 21 gennaio 2008

Una domenica a Bologna.

Ho speso tantissimi soldi. Ho comprato un sacco di cose. Ma mi fa sempre male la pancia, le nausee non passano e la testa si impicca sempre sul quel pensiero marcio. Non c'è cura. Una malattia epidemica che danneggia neuroni e cellule vascolari (vedi quel cuore lì che molti hanno cantato con amore), che ti fa piegare nel letto mentre ti aggrappi al piumone e non sei più al marelatramonto, ma comunque hai arancione ovunque....

Un anno fa, un viaggio.

mercoledì, 21 marzo 2007

Celeste è questa corrispondenza di amorosi sensi.

venerdì, 02 marzo 2007

SUGLI SCALINI DEL BAGNO AUSONIA.

Cinque ore insieme. Dopo ventotto giorni di solitudine dentro.

Un nuovo bacio come se fosse unico o ultimo.

Proviamo, mi hai detto.

Proviamo.

Avrò pazienza per te e per me. Aspetterò per me e per te.

Respirerò per entrambe.

Sii forte, sii te stesso, sii presente e comprenditi.

Sarebbe facile chiudere tutti fuori, aprire uno spiraglio capovolgendo una foto.

Correre a perdifiato fino a quel giorno che tanto aspettiamo, agognamo.

Non cadere, non vacillare....e se poi accadesse aggrappati a me, io ci sarò.

Utente: BarakaMe
Cioccolato e peperoncino, altruista, ciabattona, borderline, bastonata. Salto di palo in frasca. Frescheggio. Ciliege.Tabagista convinta. Annusatrice incallita.
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Vivere e' stare svegli e concedersi agli altri, dare di sé sempre il meglio e non essere scaltri. Vivere e' amare la vita coi suoi funerali e i suoi balli, trovare favole e miti nelle vicende più squallide. Vivere e' attendere il sole nei giorni di nera tempesta, schivare le gonfie parole vestite con frange di festa. Vivere e' scegliere le umili melodie senza strepiti e spari, scendere verso l'autunno e non stancarsi d'amare.

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